Alla scoperta di Tirano

 

Molti di voi arrivano da lontano, da altre regioni d’Italia o addirittura dall’estero per viaggiare a bordo del Trenino Rosso e vivere l’esperienza coinvolgente che solo questo convoglio può regalare. Le Alpi Retiche, il viadotto, Poschiavo, il Lago Bianco, l’Ospizio Bernina, Saint Moritz: una bellezza dopo l’altra, tutte in grado di lasciarvi a bocca aperta e di rimanere impresse nella vostra memoria per molto, moltissimo tempo. Se, appunto, arrivate da lontano e avete la possibilità di fermarvi, concedetevi del tempo in più in questa terra fatata e dedicate qualche ora alla scoperta di quel che c’è intorno al percorso che il Bernina – Express compie da oltre un secolo.

Non c’è nulla di più semplice che cominciare proprio da dove tutto ha inizio, dalla stazione di partenza del treno: la città di Tirano, comune sondriese di poco più di diecimila abitanti e a 420 metri di altitudine celebre, oltre che per essere il capolinea della tratta ferroviaria Tirano – Saint Moritz, per il suo santuario dedicato alla Madonna. Una città crocevia per natura, punto di contatto tra Italia e Svizzera, tra il Bel Paese e l’Europa, terra di viandanti e pellegrini del passato che nel 2008 è riuscita, insieme alla città di Teglio, ad entrare nel circuito internazionale delle “città slow”. Qui, infatti, si vive lentamente, gustando le tradizioni e pianificando il futuro senza dimenticare le proprie radici. Un luogo del “buon vivere” in cui poter apprezzare le piccole cose, dove il patrimonio storico e artistico sono valorizzati e uomo e natura sono protagonisti insieme. Benvenuti a Tirano.

La storia di Tirano

Il Santuario di TiranoLa piccola città alpina gode di una posizione assolutamente privilegiata da molti punti di vista, anzitutto quello naturalistico. Adagiata sul fondovalle del fiume Adda, la località sorge nel cuore delle Alpi tra Italia e Svizzera, inserita in uno degli anelli escursionistici più belli d’Europa di cui fanno parte anche il Passo del Bernina, la Valle di Poschiavo e l’Engadina. Tirano si trova anche all’incrocio di alcune vie storiche: la Via Valeriana di romanica origine (è la nostra Statale dello Stelvio), il passo dell’Aprica e la strada che collega la valle alla regione del Veneto e questo le ha permesso di godere di gran fama sin dai tempi storici.

Il territorio è stato abitato, infatti, sin dall’epoca preistorica (a testimonianza di ciò, alcune incisioni rupestri), per poi diventare insediamento di Etruschi, Tirreni, Galli e Romani e ognuna di queste popolazioni antiche ha lasciato qualcosa di sé sul territorio, ad esempio il ponte romano a Villa di Tirano.

Tutti i reperti archeologici rinvenuti sono esposti in due sedi differenti, il Museo Etnografico e l’Antiquarium di Palazzo Besta (che si trova nella vicina Teglio). Si sono poi succedute tutte le dominazioni che hanno fatto grande la Valtellina: le famiglie Visconti e Sforza, la Francia con la Repubblica delle Tre Leghe, la napoleonica Repubblica Cisalpina e il Regno Lombardo – Veneto, dominazione durante la quale il territorio visse un periodo di benessere grazie al potenziamento della viabilità e alla costruzione della Strada Regia che collocò il paese al centro di importanti vie commerciali. Dalla proclamazione del Regno d’Italia, anche Tirano ne fa parte.

Tirano: luoghi di interesse religioso

L’abitato di Tirano è estremamente ricco di edifici di interesse storico architettonico, prima fra tutti il Santuario della Madonna di Tirano, monumento religioso più importante dell’intera valle ed incluso nel novero delle tre chiese più belle della Lombardia, insieme al Duomo di Milano e alla Certosa di Pavia. La costruzione del santuario dedicato alla patrona della Valtellina, così proclamata da Papa Pio XII, ebbe inizio nel 1505 a seguito dell’apparizione della Vergine al beato Mario Omodei; lo stesso veggente fu il promotore della costruzione del monumento che si concluse nel 1513, sebbene la consacrazione sia avvenuta soltanto 15 anni dopo.

Si tratta di una costruzione dal gusto barocco estremamente ricca di stucchi, dipinti e decorazioni tanto sulle pareti interne ed esterne quanto sul soffitto dell’edificio. Anche il campanile è di gran pregio stilistico, ma fu costruito solo in un secondo tempo, a cavallo tra la fine del 1500 e i primi anni del 1600. Meritevole di attenzione è anche la chiesa parrocchiale di San Martino di più antica storia: il suo impianto è, infatti, di origine romanica (si trattava, forse, di una chiesa battesimale) e si hanno testimonianze della sua esistenza dalla metà del XIII secolo ma la struttura che si osserva oggi risale alla seconda metà del 1600. Completano il panorama delle costruzioni religiose di pregio gli xenodochi di Santa Perpetua e San Romerio, piccoli edifici annessi alle chiese destinati al rifugio e al ristoro dei pellegrini del passato.

Tirano: luoghi di interesse architettonico

Museo EtnograficoAnche gli edifici civili godono di particolare importanza all’interno del contesto tiranese; molti sono, infatti, i palazzi appartenuti alle famiglie nobili che qui hanno risieduto. Palazzo Salis, ad esempio, è un meraviglioso stabile in stile barocco che custodisce stucchi e dipinti di grande pregio, insieme ad importanti documenti come gli statuti valtellinesi scritti nel 1530 e il diploma comitale dell’Imperatore Leopoldo I d’Asburgo. Per deliziarvi ulteriormente la vista, vi attende un grazioso giardino all’italiana. Altri palazzi che è possibile ammirare sono Palazzo San Michele, un antico ospizio per pellegrini adibito poi a casa padronale, Palazzo Visconti Venosta, Palazzo Parravicini, Palazzo Marinoni e molti altri ancora.

Una nota di interesse sicuramente deve essere diretta al sistema difensivo della città, voluto e fatto fortificare da Ludovico il Moro quando, a metà del XV secolo, i Grigioni minacciavano di conquistare l’intera valle. Insieme al “Castellaccio”, uno dei monumenti senza dubbio più antichi della valle di cui oggi rimangono alcuni ruderi, fanno parte del sistema e sono oggi visibili le tre porte per l’accesso alla città costruite sulle principali vie commerciali e militari: Bormina, Poschivina e Milanese, erette rispettivamente in direzione di Bormio, Poschiavo e Milano.

Sara Grossi

Geografa di formazione, accompampagnatrice turistica per professione e viaggiatrice per passione, amo scoprire luoghi fuori dal comune e respirarne l'essenza. Novella blogger, vorrei comunicare le mie scoperte a chi abbia voglia di condividerle con me.
Amo follemente la montagna, luogo in cui in cui mi rifugio a riflettere e talvolta scrivere, la letteratura di viaggio, la storia medievale, il buon cibo e le isole greche su cui vivo diversi mesi all'anno.
Cosa mi spaventa? La noia. Mi terrorizza rimanere ferma nello stesso punto, non solo geograficamente parlando!

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