“Noi, le 3 streghe di Poschiavo”

Le streghe di Salem

Tra le streghe– o presunte tali- della Val Poschiavo, tre meritano di essere citate. Vissute e morte durante il 1600, sono accomunate dal nome, Caterina.

Caterina Ross

Caterina Ross proveniva da una famiglia in cui le donne erano state tutte delle disgraziate, e avevano avuto una fine tragica. Prima di lei, infatti, sua madre Nesotta, era stata processata e giustiziata nel 1677 con lo stesso capo di accusa. Una delle sue zie, Anna Lardello, venne decapitata pochi anni prima. Sua nonna, anch’essa Caterina, era stata condannata a morte nel 1672.

Per Caterina Ross, quindi, non poteva essere un destino diverso: venne processata nel 1677, quando aveva 12 anni, e confessò di aver ricevuto l’insegnamento dalla nonna. Nonostante avesse ammesso di aver imparato la stregoneria, era troppo giovane per essere processata. Venne quindi chiesto alla famiglia di farla allontanare immediatamente da Poschiavo. Circa 20 anni dopo, non è chiaro per quale motivo, Caterina ritornò in valle, fu arrestata il 19 gennaio 1697, processata nuovamente e condannata a morte. Aveva 32 anni.

Caterina Della Zala

stregheCaterina Della Zala venne costretta dalla famiglia a sposare un uomo molto più grande di lei, un certo Giovan Giacomo della Zala, con il quale non riusciva neanche ad avere rapporti sessuali, tanto era il ribrezzo. Dopo un anno decise di lasciarlo, e ben presto conobbe un altro uomo, Michele Garbellino, che era sposato. Si innamorarono ed ebbero un figlio.

Giovan Giacomo della Zala la denunciò sostenendo che l’aveva abbandonato, e la donna venne processata perché additata come una poco di buono, una di facili costumi, che aveva lasciato il tetto coniugale per darsi ai piaceri di una relazione non regolare. Venne condannata a morte nel 1672, con l’accusa di essere una strega.

Caterina Dolcino

Caterina Dolcino era una donna single, che viveva da sola. Proveniva da una famiglia cattolica, che non aveva mai avuto a che fare con l’arte della fattucchiera. Solitaria e incurante delle dicerie, se ne stava sempre un po’ sulle sue, senza dare troppa importanza alle disgrazie che succedevano in paese. Questo suo comportamento, percepito come menefreghismo, fu il primo campanello di allarme per i suoi compaesani. Poco dopo i vicini di Caterina iniziarono a sospettare che dietro la morte di alcuni bambini e bestie ci fosse il suo zampino.

Fortunatamente lei aveva dalla sua parte il consigliere Margaritta, con il quale era molto amica. O almeno così pensava: quello non bastò per sottarla all’arresto. Durante l’interrogatorio non confessò nulla, in quanto si dichiarò estranea ai fatti, e venne quindi processata. Nel 1673 venne condannata alla prigione a vita.

I processi della Val Poschiavo

Le streghe di PoschiavoQuesti sono stati solo 3 dei processi che si sono tenuti presso la Casa Comunale di Poschiavo, situata nella piazza centrale. Un edificio antico, risalente al 1300, e da allora diventato il simbolo dell’autonomia della valle. Le streghe, così come tutti gli altri imputati, vennero condannate lì, in quella che oggi è diventata anche la sede dell’archivio storico, contenente molti degli atti relativi ai processi per stregoneria. In un periodo di tempo di oltre un secolo, sono stati rinvenuti più di 100 atti.

Il primo caso di stregoneria di cui si hanno fonti sicure risale al 1631, contro una certa Orsina de Doric. Non fu di certo lei la prima fattucchiera nel paese, visto che, negli atti del processo, vengono menzionati altri casi precedenti (di cui però al giorno d’oggi non si hanno fonti sicure).

L’ultimo, invece, è datato 1753, contro Domenica Zala, e segna appunto la fine della caccia alle streghe, tema che ancora oggi è molto importante per la Valle, tanto che è stata sviluppato una vera e propria visita guidata del Borgo di Poschiavo.

Krizia Ribotta

Giornalista, blogger e autrice con la passione per il cinema, la lettura e i viaggi. Pubblica articoli dal 2010, da quando ha iniziato a scrivere per giornali e blog italiani e americani, con cui continua a collaborare. Autrice di un libro per il sociale, sta per esordire come travel blogger con il suo primo ebook dedicato interamente a consigli, recensioni e confidenze sui viaggi.

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