Vari tragitti del Comune di Brusio

vista-brusio-evidIl comune di Brusio ha un serie di vecchi muri a secco e dei caratteristici crotti che, grazie al Fondo Svizzero per il paesaggio, oggi possono essere ripercorsi ed ammirati per la loro bellezza semplice, arricchendo la cultura giovanile con testimonianze di un passato che ha segnato la storia.

Nel 1998 un progetto pilota ha dato il via alla ricostruzione dei primi cinque crotti.

Da Garbela a Cötöngi

Iniziamo a percorrere i tragitti partendo da Garbela, deliziosa contrada sita ai piedi della Sassa. Garbela è composta da un piccolo nucleo di case, in parte abitato quasi tutto l’anno, che circoscrive una fontana edificata indicativamente verso l’inizio del 20° secolo, utilizzata come abbeveratoio e lavatoio.

Proseguendo sulla strada comunale, poco dopo, si arriva alle case di Cötöngi, che per alcuni è semplicemente “il noceto di Cötöngi”, costituito da circa cinquanta alberi da noce di notevoli dimensioni. Questi alberi, grazie alla “Jus Plantandi”, legge in vigore nel Comune di Brusio, che offriva ai cittadini il diritto di piantagione su terreno pubblico, costituisce anche oggi un patrimonio importante sia paesaggisticamente che culturalmente parlando. Nel noceto, periodicamente, vengono aggiunti nuovi arbusti e tutti gli abitanti hanno l’onere di provvedere alla manutenzione e il diritto di raccogliere i frutti.

La Stazione della Ferrovia Retica e i crotti

Avanzando con il percorso raggiungiamo la Stazione della Ferrovia Retica.
La ferrovia, costruita nel 1908 viene utilizzata per il trasporto delle merci verso l’Engadina e il resto della Svizzera sino agli anni ’60. Purtroppo poi col tempo, a causa del supporto su strada scomparve.

Lasciamo alla nostre spalle la stazione e percorriamo un sentiero che in brevissimo tempo ci conduce direttamente ai crotti del borgo “La Costa“, antiche costruzioni la cui origine rimane incerta.
Completamente dimenticati e coperti dalle erbacce, sono rimasti celati per anni nell’attesa di essere riscoperti. Finalmente, verso la fine degli anni ’90 riemergono con il progetto finanziato dalla Confederazione, che ha posto un occhio di riguardo verso le antiche regole adottate per la loro costruzione.

I crotti sono costruzioni a secco, di forma circolare senza impalcatura provvisoria. I blocchi di pietra sono poco sagomati e vengono chiamati conci.
Prima si realizza il basamento disegnandolo direttamente sul terreno. Dopo viene posta la prima serie di pietre sino a formare un anello circolare ampio. Si prosegue con la stessa tecnica sino ad arrivare ad un diametro più ridotto in alto. Ogni anello è posto in sporgenza verso l’interno per impedire all’acqua piovana di entrare e l’ultimo serve per mantenere costante la temperatura interna. La porta è costruita in legno di castagno o larice ed ha il compito di impedire al freddo di uscire ed al caldo di entrare.

Vengono realizzati in zone fresche e ombrose ed alcuni esemplari sono strutturati su due piani.
I crotti, rappresentano il luogo ideale per la conservazione del latte e dei prodotti freschi in generale, ma sfortunatamente, con l’arrivo del frigorifero sono stati dimenticati. Ora molti di questi sono completamente ristrutturati e di proprietà dei cittadini che abitano il borgo.

viadotto-pietra-evid

La Casa Besta

Proseguendo con il nostro percorso arriviamo su un tragitto che è testimone del passato e ci conduce ai campi coltivati di patate o cereali fino a raggiungere la strada principale dove troviamo la Casa Besta.
Questo edificio pare risalga all’inizio del 1600. In principio fu un’abitazione rurale, ma verso il 1730 viene presa in considerazione da un discendente di nobile famiglia sondriese Michele Marlianico, che la ristrutturata e la trasforma in una dimora signorile assieme alla moglie Caterina De Planta.
Successivamente la famiglia Besta la eredita e nel 1899 passa al Comune di Brusio per diventare la sede degli uffici comunali.
Nel 1962 viene abbandonata per una sede più moderna e lasciata in disparte per molti anni. Malgrado ciò nel 2000 viene ristrutturata ed ora spicca con lo scopo di documentare la storia fungendo anche come archivio comunale e Biblioteca.

Il Viadotto e Campascio

E’ ora di salutare la Casa Besta e riprendere il viaggio per osservare un altro gioiello: il Viadotto.
Il Viadotto è immerso nel verde, custodito gelosamente dai castagni ed è composto da nove arcate di pietra che meritano l’ammirazione di chi li osserva regalando tutto il merito verso l’ingegneria ferroviaria.

Giunto ormai il momento di prendere un po’ di fresco, parliamo della dolce ombra dei castagni del Saiento, che per decenni sono stati un’importante fonte di sostentamento del posto. La loro posizione, il terreno produttivo e la coltivazione, sono ancora oggi molto curati e i frutti donano un grande beneficio economico.

Dopo i castagni arriviamo al paese dell’agricoltura e del commercio: Campascio.
Completamente circondato da campi che in un tempo passato appartenevano al tabacco, grano e verdure mentre oggi lascia il posto ad erbe medicinali e bacche.
Il nome Campascio, molto probabilmente deriva da “campaccio” cioè campo selvaggio e caparbio.
Ancora oggi, il commercio di parecchie aziende vinicole e di frutta e verdura restano legate alle loro origini, mentre l’industria farmaceutica produce sacche sterilizzate sfruttando l’acqua delle sorgenti.
In questa piccola frazione di Brusio, tra il felice unione di agricoltura e commercio sorge la chiesetta di Sant’Antonio.

pegycarla

web designer, web writer, blogger e content editor. Amante degli animali, appassionata di arte, teatro e viaggi. Ama scrivere su tutto ciò che riguarda la vita stessa. Ama la barca a vela. La curiosità la spinge ad essere molto camaleontica.

Latest posts by pegycarla (see all)

Comments are closed.

x

Informativa sui cookie

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.