4 musei per riscoprire le tradizioni artigianali della Val Poschiavo

casa bestaLa Val Poschiavo non è solo sinonimo di Trenino Rosso del Bernina, patrimonio UNESCO conosciuto in tutto il mondo. La zona, infatti, conserva tradizioni che risalgono ai secoli scorsi, prima dell’arrivo della rivoluzione industriale, che ha cambiato completamente il modo di vivere degli artigiani locali.

Di seguito 4 musei che consigliamo, visto che fanno parte dell’entità della valle.

1. Casa Besta, Brusio

Il palazzo storico di Brusio, Casa Besta, racchiude molto dei segreti relativi al traffico di tabacco e al contrabbando, storie che ancora affascinano i turisti. Situato nel centro storico del paese, il museo, un tempo abitazione di una dell più influenti famiglie protestanti in Valposchiavo, permette ai visitatori di ammirare i pregiati intagli e i raffinati stucchi.

Orario di apertura:
Da giugno a settembre: sabato dalle 15 alle 17
Durata della visita: 1 ora

2. Palazzo de Bassus Mengotti

Il Palazzo de Bassus-Mengotti, edificato nel 1655, era la residenza barocca più significativa della val Poschivo, e da 30 anni ospita il Museo di Valle. Ogni sala è dedicata ad una tematica precisa che fa parte del patrimonio dela storia locale. Dal lavoro dei campi, a frammenti di vita quotidiana, dal mestiere del pasticcere alla figura degli immigrati.

Durante l’estate l’edificio apre le sue porte per la nuova esposizione permanente sulla tradizione alimentare e agricola di Poschiavo. L’agricoltura, che è stata per anni l’attività principale della valle, ancora oggi gioca un ruolo fondamentale, grazie ai numerosi oggetti conservati, alle fotografie e alle preziose testimonianza di chi è cresciuto con quel sapere che poi ha tramandato ai suoi figli.

La storia contadina verrà raccontata attraverso un corollario multimediale e didattico studiato apposta per raccontare quella, che in passato, è stata la vita di chi viveva in quell’area.

Orario di apertura:
Dal 15 giugno al 18 ottobre
Mercoledì, venerdì e domenica 14.00 – 17.00
Giovedì e sabato visita guidata alle ore 15.00.

3. Casa Tomé

casa toméCasa Tomé, che durante il Medioevo è stata costruita come un edificio a torre, a metà del XV secolo ha assunto l’aspetto di una tipica struttura rurale.

Oggi è uno dei musei che permette di riscoprire le condizioni di vita del passato e, in particolare, di conoscere e riscoprire l’alimentazione locale.

Orario di apertura:
Dal 15 giugno al 18 ottobre
Mercoledì, venerdì e domenica: 14.00 – 17.00
Giovedì e sabato visita guidata alle ore 15.00
Giovedì e sabato visita guidata alle ore 15.00, con ritrovo davanti a Palazzo de Bassus-Mengotti.

4. Mulino Aino San Carlo

mulinoCom’era il lavoro artigianale durante il XVIII secolo? Lo si può scoprire al Mulino Aino San Carlo, che ospita, oltre al mulino, anche la segheria e la fucina. Perfettamente funzionanti, sono in funzione e permettono ai visitatori di assistere alla trasformazione del grano in farina, del metallo in ferro di cavalli, e del tronchi in assi.

Processo, questo, che merita un’attenzione speciale dopo aver visitato la gora dell’acqua, il lavatoio e l’officina da maniscalco all’aperto.

Orari di apertura:
Da giugno a ottobre, il mercoledì. Visite guidate alle 14 e alle 15.

Krizia Ribotta

Giornalista, blogger e autrice con la passione per il cinema, la lettura e i viaggi. Pubblica articoli dal 2010, da quando ha iniziato a scrivere per giornali e blog italiani e americani, con cui continua a collaborare. Autrice di un libro per il sociale, sta per esordire come travel blogger con il suo primo ebook dedicato interamente a consigli, recensioni e confidenze sui viaggi.

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