Il ghiacciaio del Morteratsch, in tedesco Morteratschgletscher, è il più grande del massiccio del Bernina in Svizzera. Meta di alpinisti, scalatori e turisti accompagnati da fotocamera, questo molosso roccioso è una delle principali attrazioni della linea ferroviaria del Trenino Rosso del Bernina, la cui costruzione fu ultimata nel 1910.

L’escursione del Morteratsch è un vero e proprio viaggio nel viaggio per tutti coloro che amano la Svizzera e la sua spettacolare, ma non incontaminata, natura.

L’escursione del Morteratsch

Lungo il sentiero che conduce ai piedi del ghiaccio si trovano 16 pannelli illustrativi che spiegano la storia ed il declino di questo gigante bianco e di Sabi, lo spirito delle montagne che vive nel ghiacciaio del Morteratsch. Quest’avventura per grandi e piccini attende i suoi escursionisti in un vero e proprio mondo di ghiaccio. Lo scopo è quello di insegnare e sensibilizzare i partecipanti alla salvaguardia di questo bellissimo molosso roccioso, per questo, ricevono un libricino contente la storia di Sabi, la quale svelata man mano che si prosegue con l’escursione che porta al ghiacciaio.

La ritirata del ghiacciaio del Morteratsch

Morteratsch - TorrenteIn tutto il mondo i ghiacciai si stanno ritirando. La contrazione delle loro candide vette bianche è iniziata a metà del 19° secolo, durante le grandi rivoluzioni industriali, e continua, a ritmi senza precedenti, fino ai giorni nostro.

Non c’è ombra di dubbio che questa sia una delle tante risposte al riscaldamento globale. In molte regioni, in particolare nelle Alpi, il ritiro delle cime innevate, è accelerato negli ultimi decenni.

Dal 1860, il ghiacciaio di Morteratsch si è ritirato su una distanza di 2700 metri, in uno sperone roccioso, difficilmente visibile raggiungibile durante le escursioni. La comunità di Pontresina teme che un’ulteriore ritirata della cima avrà impatto negativo sull’attrattiva del paesaggio, preda di numerosi turisti.

Un vello bianco per salvare il Morteratsch

L’idea è stata ispirata al successo del progetto di protezione del ghiacciaio sulla pista sciistica della Diavolezza, essenziale per il naturale mantenimento delle piste, che senza il supporto del ghiacciaio, diventerebbero troppo ripide, mettendo a rischio l’incolumità degli sciatori.

La tecnica per proteggere il ghiaccio è semplice: verso maggio il cumulo di neve viene coperto da un vello bianco. Questo protegge la neve dallo scioglimento nei caldi mesi estivi, facendo in modo che una parte del manto si conservi per l’inverno dopo. Il vello viene poi rimosso in autunno con l’arrivo delle piogge e delle prime, nuove, nevicate. Grazie a questo metodo negli ultimi 10 anni, il ghiacciaio di è ingrossato di circa 15 metri.

Tuttavia, il ghiacciaio del Morteratsch è molto più grande di quello della Diavolezza, il che rende impossibile l’utilizzo di una tecnica simile. Dopo aver considerato diverse alternative, l’opzione migliore sembra essere il mantenimento di una copertura nevosa artificiale da consumare durante i mesi estivi. Questa, si spera, andrà a fare da scudo a quella vera sottostante, preservandola per gli inverni avvenire.

Morteratsch e L’allarme del WWF

Ghiacciaio-MorteratschSecondo il WWF, negli ultimi 40 anni, i ghiacciai della Svizzera hanno perso il 33% della loro superficie. Il record negativo, purtroppo, lo detiene il ghiaccio del Morteratsch che in pochi anni si è ritirato di quasi 80 metri.

A Gland, in Svizzera, nella sede centrale dell’organizzazione, gli esperti e le nazioni unite fanno fronte comune per cercare di fermare questa piaga. Tutto ciò è determinante non solo per salvare il turismo locale, ma anche, e soprattutto, per la sopravvivenza di molte specie animali e vegetali che vivono su questi meravigliosi territori. Se i mutamenti climatici proseguiranno incontrollati, la Svizzera rischierà di trovarsi senza ghiaccio entro la fine del secolo.

Ciò sarebbe la fine per il Morteratsch che regnato, quasi sovrano, sulle Alpi per millenni.