Pezzotti valtellinesi- Scarti

“Mater artium necessitas” (La necessità è la madre delle abilità) erano soliti dire gli antichi Romani e lo sanno bene le popolazioni che hanno occupato e occupano aree ostili come la montagna, come le Alpi, ingegnandosi sempre con nuove soluzioni e prodotti artigianali, come i pezzotti valtellinesi, simbolo di una regione e testimonianza centenaria di antichi saperi. La povertà diviene creatività, uno svantaggio un’opportunità, un ostacolo in uno stimolo, uno scarto in qualcosa di rivoluzionario.

I pezzotti valtellinesi: cosa sono

I pezzotti valtellinesi, conosciuti anche come pelòrsc, sono tappeti e coperte fatti a mano con, ancora oggi, telai in legno, utilizzando scarti di vari tessuti in lana, canapa, lino, cotone, tutte materie prime naturali (pezzotto da “pezza”), dando vita a trame colorate, disegni soprattutto geometrici, decori a piramide, a coda di pesce o a rigatino.

La tessitura dei pezzotti, lenta e laboriosa, avveniva nei mesi invernali da parte delle donne delle famiglie contadine dando vita a tappeti, coperte per la casa e per il bestiame, sacchi per il grano e i legumi. Strisce colorate di varia lunghezza ricavati da abiti vecchi, di stracci e pezze servivano da trame per la tessitura del pezzotto. Una vera e propria opera d’arte per disegno, praticità e resistenza.

Oggi invece degli scarti, gli artigiani usano materiali pregiati forniti da alcune industrie tessili italiane di Biella, Prato e della Brianza, rendendo i pezzotti più eleganti, puliti e raffinati, con patterns sia semplici che elaborati, conservando le antiche tecniche di tessitura, tanto da diventare anche un elemento d’arredo molto richiesto.

I pezzotti valtellinesi: le origini

Pezzotti valtellinesi- TappetiDubbia è l’origine della lavorazione dei pezzotti valtellinesi, indubbiamente influenzata dallo scambio di culture. Probabilmente la sua nascita risale ai tempi preistorici, quando le materie prime povere e naturali rappresentavano l’unica opportunità per fabbricare gli accessori necessari alla vita quotidiana. C’è chi individua un collegamento, inoltre, tra la tessitura alpina e quella araba, c’è chi invece attribuisce un ruolo importante alla diffusione delle tecniche di filatura dei monaci piemontesi Umiliati di Castionetto di Chiuro, un ordine religioso presente tra il XIII e XVI secolo.

I primi borghi che si sono dedicati alla produzione tessile in Valtellina sono Arigna, tutt’oggi importante e prestigioso centro di produzione tessile, e Ponte in Valtellina, dove la popolazione povera, per far fronte ai freddi inverni, introdusse e tramandò di generazione in generazione la lavorazione dei pezzotti. Soprattutto le donne si riscoprirono abili, pazienti e laboriose tessitrici, tramandando tecniche e strumenti di madre in figlia.

Agli inizi del ‘900 si contava un telaio in ogni casa della zona tra Ponte in Valtellina, Val d’Arigna, Livigno, Chiuro, Morbegno. Nel secondo dopoguerra la produzione dei pezzotti valtellinesi è diminuita, ma non la sua qualità.

I pezzotti valtellinesi: la tradizione oggi

L’artigianato e la gastronomia valtellinese occupano una fetta importante del folklore di questo territorio. I borghi e i cittadini, orgogliosi della propria storia, danno vita ad iniziative ed eventi per consolidare laboratori esistenti e avviarne di nuovi.

Turisti, appassionati e professionisti del settore possono visitare botteghe, acquistare o ammirare pezzotti valtellinesi in tutta la media e bassa Valtellina, dove le famiglie artigiane come la Ruffoni di Marbegno, salvaguardano la loro produzione e la tradizione locale.

Pezzotti valtellinesi- LavorazioneL’Associazione Punto Ponte ha, inoltre, creato il Progetto “Il Pezzotto del Val D’Arigna” con lo scopo di promuovere il patrimonio identitario della valle, tenere in vita antiche tradizioni e trasmetterle alle nuove generazioni attraverso workshops, visite guidate e incontri. Anche il Museo Etnografico della civiltà contadina di Ponte in Valtellina ha allestito uno spazio dedicato alla storia del territorio e all’artigianato locale nell’ex collegio dei Gesuiti, dove i visitatori possono immergersi nella vita e nelle abitudini degli abitanti di un tempo.

Oggi i pezzotti valtellinesi sono considerati prodotti di pregio e le botteghe locali propongono una vasta scelta ai clienti in cerca di qualità, caratteristiche ricercate dagli stessi artigiani per garantire modelli unici.