Tirano, un Borgo Tutto da Scoprire

A metà strada tra Milano e Bolzano, a circa 2 km dal confine svizzero e 25 km da Sondrio, incontriamo il borgo di Tirano, incorniciato dalle Alpi e capolinea del Treno del Bernina. Se pensate, infatti, di percorrere la linea ferroviaria retica, programmare qualche giorno di sosta in più nel borgo potrebbe rivelarsi una piacevole e inaspettata sorpresa.

La Storia del Borgo

La posizione di Tirano tra due fiumi, l’Adda e il Poschiavino, e il ritrovamento di alcuni fossili, fanno ipotizzare insediamenti nell’area già in epoca preistorica. Si succedono Etruschi, Celti, Romani, Longobardi e in età carolingia, la città aduana diventa anche sede vescovile della Diocesi di Como, che, compresa la posizione strategica del borgo, fa costruire il Castello del Dosso rappresentando la sede del potere, di fronte alla Chiesa di S. Perpetua. La comunità valtellinese iniziò a crescere e nel XII secolo venne costituito il comune di Tirano.

Con l’egemonia prima dei Visconti e in seguito degli Sforza, il centro viene fortificato, con la costruzione di una cinta di mura e tre porte per gli accessi commerciali. Tirano, nel 1500, passa sotto il controllo del Regno di Francia e poi dei Grigioni, che ne valorizzano e consolidano il potere commerciale, ma che non riescono a contenere questioni religiose  tra i cattolici e i riformati, quindi tra i governi circostanti l’area del comune. La Valtellina, raggiunta la tregua bellica nei primi decenni del 1600, è però una dei protagonisti nell’epidemia di peste. Il conflitto antecedente si conclude con la ripresa del potere su Tirano da parte dei Grigioni e l’adozione della religione cattolica nel territorio.

Con il dominio napoleonico giungono numerosi mutamenti, legati inevitabilmente alle sorti del nuovo esercito, fino al 1815 con il Congresso di Vienna, e l’annessione di tutta la Lombardia al regno asburgico. Sono gli anni della costruzione di importanti opere infrastrutturali, dei moti rivoluzionari e del passaggio di Garibaldi per Tirano e la liberazione. In seguito alla Prima e Seconda Guerra Mondiale, la cittadina rinasce.

Tirano vanta, oggi, riconoscimenti come Città Slow e Città del Vino, garantendo tradizione e modernità, cura del territorio e servizi, punto di partenza e di arrivo del Trenino Rosso del Bernina, patrimonio Unesco.

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Cultura, Cibo ed Eventi nel Borgo di Tirano

Lasciate l’auto e i mezzi e camminate tra le stradine del centro storico, arrivate alle mura attraversano le porte Bormina, Poschiavina e Milanese, e godetevi l’atmosfera suggestiva del borgo.

Iniziate il tour visitando la Basilica Santuario della Madonna di Tirano, costruita in seguito all’apparizione della Vergine Maria al beato Omodei. Adiacente alla chiesa, si trova il Museo Etnografico e da quì, percorrendo Via Italia e oltrepassando il fiume Adda, arrivate in Piazza Cavour. Osservate le architetture nobiliari come i Palazzi Salis, Visconti Venosta, Merizzi, Parravancini, Quadrio Curtio, Buttafava, con facciate eleganti rinascimentali e liberty e apparati decorativi barocchi. Poi ancora, la chiesa di San Martino e lo Xenodochio di Santa Perpetua, testimonianze della storia socio-culturale della città. Il Castello Omodei è uno degli edifici più antichi di Tirano. Nonostante sia oggi poco più di un rudere, il castello, dalla sua posizione dominante, sembra ancora vegliare sull’area.  

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La secolare lavorazione del peltro, una lega metallica, per oggetti e utensili da cucina, e i prodotti tipici come il grano saraceno, le mele, i formaggi, la bresaola, i vini Sforsat e Valtellina, hanno contribuito alla creazione di piatti tradizionali tiranesi come la polenta taragna, i pizzoccheri, lo sciatt e chiscioi, il dolce bisciola.

Numerosi sono gli eventi organizzati in zona durante tutto l’anno: gastronomia, cicloturismo ed escursionismo, arte. Quest’anno, fino al 28 Luglio, si svolgerà a Tirano la manifestazione Pa[E/S]saggi, un’iniziativa che vede vari artisti raccontare la città attraverso i suoi abitanti e gli elementi del suo paesaggio.

Il borgo di Tirano è raccolto e familiare, perfetto per brevi fughe dalla frenesia e pressione della quotidianità, o come sosta prima di salire sul treno. In incognito, il borgo preserva la sua unicità e tranquillità.